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“Non è il critico che conta, né l’uomo che indica perché il forte cade, o dove il realizzatore poteva fare meglio. Il merito appartiene all’uomo che è nell’arena; il cui viso è segnato dalla polvere e dal sudore; l’uomo che sbaglia e può cadere ancora, perché non c’è conquista senza errore o debolezze, ma che veramente cerca di realizzare; che conosce il grande entusiasmo e la grande gioia; che si adopera per una nobile causa, che tutt’al più conosce alla fine il trionfo delle alte mete, e che nel peggiore dei casi, se fallisce, cade almeno gloriosamente, cosicché il suo posto non sarà mai vicino alle anime pavide e paurose che non conoscono né la vittoria né la sconfitta.” (Theodore Roosvelt)
Esistono molte cose nella vita che catturano il tuo sguardo, ma solo poche catturano il tuo cuore: segui quelle.
(W. Churchill)
Chiunque è in grado di esprimere qualcosa, deve esprimerlo al meglio. Questo è tutto quello che si può dire. Non si può chiedere perché. Non si può chiedere ad un alpinista perché lo fa. Lo fa e basta. A scuola avevo un professore di filosofia che voleva sapere se, secondo noi, si era felici quando si è ricchi o quando si soddisfano gli ideali. Allora avevo risposto: quando si è ricchi. Invece aveva ragione lui. (Da un'intervista a Giovanni Falcone)
“La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati. La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra ombra ciò che ci spaventa. Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?”. In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei figlio dell’Universo. Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo. Non c’è nulla di illuminato nello sminuire se stessi in modo che altri non si sentano insicuri intorno a noi. Non siamo fatti per risplendere come fanno i bambini. Non siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi. Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente, diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso. quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.” (Nelson Mandela)
"La strada era sconnessa e scivolosa. Il piede mi e' scivolato mandando l'altro piede fuori strada, ma mi sono ripreso e mi sono detto: "Sono scivolato, non sono caduto"
"Ogni giorno mi impegno a dare e fare del mio meglio" (Abraham Lincoln)
Cosa e' il successo? (Ralph W. Emerson)
Oggi non è che un giorno
qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò
Lundi 31 julliet 1944 Première mission photo en haute altitude sur le sud de la France. Non rentré. Saint-Exupéry è stato pilota di guerra. L’aspettavano alle 13 del 31 luglio 1944, nella base aeronautica di Bastia-Borgo, Corsica.. L’aria estiva poteva essere appena mitigata dalla brezza marina, ma dovette sembrare irrimediabilmente ferma quando alle 14 e 30 era persa ogni speranza che fosse ancora in volo. L’attesa che non viene soddisfatta resta sospesa, come un lutto che non passa, perché è sempre troppo recente. Pilot did not return and is presumed lost. Così alle 15 e 30 annotava l’ufficiale americano Vernon F. Robinson sull’ Interrogation Report. Questo itinerario parte da quel giorno caldo, sul cielo di Corsica. Ma anche dal malinconico pilota-narratore del Piccolo Principe. È un viaggio fin dentro la durezza etica di Antoine de Saint-Exupéry, a trovare ancora una volta un bambino stupito, acuto e vulnerabile.
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musica: Watermark - Enya